NORME PER LA RIVOLUZIONE
rassegna di videoarte italiana su alcune tematiche del “Fatzer” di Brecht
a cura di Bruno Di Marino
presso la celebre "Volksbuhne", Berlino
- Elena Bellantoni, La ragazza dello Spielplatz, Italia, 2011, 7’30”
- Alessandro Amaducci, Not with a Bang, 2008, 5’
- Cristiano Carloni, Stefano Franceschetti, Senza foce, Italia, 1998, 2’
- Francesca Fini, Blood, Italia, 2011, 5’20”
- Elisabetta Di Sopra, Still, Italia, 2008, 2’
- Matilde De Feo, D Giò, Italia, 2011, 13’
- Antonello Matarazzo, 80 kg, 2012, 3’30” (anteprima)
- Franco Losvizzero, Il giardino dell’Eden, Italia, 2011, 11’ (anteprima)
- Valentina Dell’Aquila, Riot begins with a walk, 2012, 5’ (anteprima)
- Danilo Torre, Inaudible Fragment, 2012, 5’ (anteprima)
- Virgilio Villoresi, Fine, 2012, 1’15” (anteprima)
I dodici cortometraggi italiani che compongono questa breve rassegna, tentano di illustrare alcune tematiche espresse dal testo teatrale di Brecht in modo dichiaratamente arbitrario. Si tratta di lavori sperimentali, senza parole, alcuni di carattere performativo, altri con riferimenti al teatro come forma espressiva o come luogo fisico, realizzati da fimmaker, videomaker o artisti visivi che adoperano da sempre il medium video nella loro ricerca. Cinque film sono stati prodotti appositamente per l’occasione e sono ispirati ad alcuni passi del Fatzer, anche se non possiamo neppure considerarli una libera rilettura; la pièce incompiuta è solo un punto di partenza, un nucleo di ispirazione. Il teatro (La ragazza dello Spielplatz), il conflitto (Senza foce, Not With a Bang, Blood), l’isolamento e l’attesa (Still, D Giò), il rapporto individuo/massa (80 kg), l’utopia della rivoluzione collettiva o individuale e il crollo delle ideologie (Il giardino dell’Eden, Riot begins with a walk, Fine, Inaudible Fragment). Il carattere di “irrapresentabilità” del testo brechtiano si riflette, in questa selezione, nell’impossibilità di tradurlo mediante immagini in movimento.
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Schede dei film
La ragazza dello Spielplatz
di Elena Bellantoni, 2011, 7’30”
Esiste un posto della memoria – dei ricordi infantili – questo luogo è per l’artista lo Spielplatz, in tedesco letteralmente “parco giochi”, ma in questo caso riferito allo spazio del teatro, ovvero della rappresentazione, che l’artista percorre, segna, rimappa, quasi fosse uno elemento vivo.
Not with a Bang
di Alessandro Amaducci, 2008, 5’
Un fantasma combatte le sue memorie. Il video fa parte della serie Electric Self che include lavori commentati da brani musicali realizzati dall’autore.
Senza foce
di Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti, 1998, 2’30”
La materia elettronica del video genera similitudini fra le gocce e gli individui nei flussi incessanti dei liquidi e delle migrazioni dei popoli. L’immagine – alterata e sommersa tra i canali dell’informazione – non riflette più la coscienza di una identità.
Blood
di Francesca Fini, 2011, 5’20”
E’ il racconto di una lotta. Una lotta che conduco chiusa in una prigione trasparente dove uccido me stessa poco alla volta, intrappolata in una perfetta e macabra solitudine. Mi accompagnano i mostri di un tempo che non c'è più; pallidi vampiri che prendono vita dal mio sangue che tinge la parete/schermo che mi separa dalla realtà.
Still
di Elisabetta Di Sopra, 2008, 2’
Still è una pausa, uno stato di sospensione che può durare un’eternità. Come le onde del mare, il tempo futuro e quello passato si rincorrono, si riavvolgono, si ripetono all’infinito.
D Giò
di Matilde De Feo, 2011, 13’
Giò è un uomo sulla sessantina in evidente stato di isolamento. Soffre di alessitimia, e come tale è incapace di mentalizzare e descrivere a parole il proprio vissuto, versa nel silenzio assoluto.
80 kg
di Antonello Matarazzo, 2012, 3’30”
Un morto = 80 chili di carne fredda, 4 secchi d’acqua, 1 sacchetto di sale.
Il giardino dell’Eden
di Franco Losvizzero, 2011, 11’
Il congilio bianco e la regina Mab sono le protagoniste di una performance, allegoria di una rivoluzione mistica, di un passaggio epocale dall’età del ferro all’età dell’oro. Una performance che si è svolta in una data alchemica: l’11 novembre del 2011 alle ore 11. La durata del video è, naturalmente, di 11 minuti e 11 secondi circa.
Riot Begins with a Walk
di Valentina Dell’Aquila, 2012, 5’
Un'azione rivoluzionaria può essere il semplice passeggiare, in città, a cielo aperto. Anche il cuore si atrofizza a forza di nascondersi, secondo Heiner Muller. La passeggiata assume così significato di affermazione dell'individuo, facendosi vera e propria antitesi dell'ideologia del Gruppo. Ma il Gruppo è un UNO più forte dell'individuo.
Inaudible Fragment
di Danilo Torre, 2012, 5’
Quando nel Fatzer si incontrano Nietzsche e Marx, lo stridore delle ideologie che collassano si trasforma in un rumore assordante e capiamo anche che tutta la storia del secondo '900 era scritta.
Fine
di Virgilio Villoresi, 2012, 1’15”
Fine è un video d'animazione girato in stop motion che ha come tematica centrale la rivoluzione. E' una grande allegoria della società contemporanea, vista con un taglio ironico e pungente, che nel finale approda a una dimensione apocalittica.
sito web
http://www.volksbuehne-berlin.de/praxis/fatzer_kurzfilmkino/?id_datum=4478